Assortimento MicroGas

In un primo momento, l’unico tamponante usato fu l’aria a causa della forte differenza di tensione superficiale che presenta verso l’acqua. Purtroppo l’aria si riassorbe con facilità e spesso non riesce a rimanere nel bulbo per tutto il tempo necessario alla cicatrizzazione, e per questo motivo sono state studiate altre sostanze gassose non tossiche, in grado di permanere nell’occhio per un tempo più lungo.
Sono stati selezionati i composti fluorati come l’esafluoruro di zolfo (SF6), o perfluorocarburi come il perfluorometano (CF4), il perfluoroetano (C2F6) e il perfluoropropano (C3F8).

Il gas viene inserito in una bolla compatta alla fine dell’intervento di vitrectomia, dopo un ricambio del liquido con aria. I gas contenuti nella bolla intraoculare vanno in soluzione con i liquidi ad essa adiacenti e lasciano col tempo l’occhio diffondendosi nel flusso ematico. Ma esiste un percorso opposto che è quello dei gas contenuti nel flusso ematico che entrano nella bolla. Tutto questo è regolato dalla pressione parziale di ciascun gas nel proprio ambiente. In pratica, nel caso di una bolla di SF6, l’azoto e gli altri componenti dell’aria si diffonderanno verso la bolla priva di queste sostanze, mentre l’SF6 si diffonderà verso il sangue (privo di SF6).

Su questo meccanismo gioca un ruolo fondamentale la velocità di diffusione e mentre l’SF6 uscirà lentamente dall’occhio, più velocemente l’azoto sciolto nel sangue entrerà nella bolla (l’SF6 ha peso molecolare 5 volte maggiore dell’azoto). Questo comporta una espansione della bolla di gas nell’occhio per acquisizione di azoto dal sangue, fino ad un massimo oltre il quale, essendo la pressione dell’azoto ormai uguale a quella del sangue, potrà solo essere riassorbito. Questo comportamento permette alla bolla di rimanere più tempo nell’occhio, ma con l’inconveniente di dare nelle prime fasi dell’espansione possibilità di pericolosi ipertoni. L’inconveniente descritto può essere evitato creando una bolla di gas non puro ma miscelato con azoto in modo da ridurne la velocità di diffusione.
Per ogni tipo di gas tamponante gli studi riportati nella letteratura medico-scientifica identificano le miscelazioni più opportune per evitare questa evenienza.

Il gas tamponante viene inserito nella cavità vitrea dopo aver rimosso con cura il vitreo centrale e periferico, è provato infatti un rischio nell’infondere il gas direttamente nel vitreo. Essendo praticamente impossibile accertarsi che la pressione intraoculare sia corretta (20-40 mm Hg), durante l’infusione, sarà necessario controllare la corretta irrorazione papillare e l’eventuale compressione del nervo ottico sospendendo nel caso immediatamente l’infusione. Se l’occhio è a tenuta assicurarsi che vi sia una via di sfogo mentre si inietta la sostanza onde evitare una pericolosa ipertensione oculare.

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